il grande freddo

martedì, 04 aprile 2006

E' successo da poco

Nessun esame, tra quelli previsti, andato a buon fine; disperazione pre-lavorativa e angosce universitarie; notizie delle inimmaginabili tendenze di un amico e della partenza di un antico amore, dall'altra parte del mondo con il suo nuovo amore; irrefrenabile deriva all'ingrasso; ansie pre-elettorali; nuove strategie rompicoglioni di Dorotea, che con i suoi tre chili di tozzaggine la mattina piomba sulla mia schiena saltando dall'armadio; una brutta storia di cronaca; i fasti vaticani per l'anniversario della morte di uno che ha benedetto Pinochet e ha gioito per la caduta del comunismo in Polonia, con annessa fiction ad alto tasso patetico; il nuovo hobby di Cri, preso a più non posso dalla falegnameria; le disillusioni riguardo a quella casina tanto bella, bianca con tetto spiovente terrazzino e bosco dietro come da sempre piacerebbe a me; arrivo del caldo, o meglio del pre-caldo; nuove e sconvolgenti verità storiche: il comunista che bolliva i bambini; e, fresco fresco, l'ultimo faccia -a- facciadaculo tra i due aspiranti presidenti, con annuncio-shock: verrà abolita l'ICI. Bum.
Il colpo di scena finale: tipico dei pagliacci.

scritto da: bicelagatta alle ore 11:02 | link | commenti
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sabato, 25 febbraio 2006

002217-hedera_helix-ederaDella resistenza dell'edera.

Di quanto dieci anni non siano mai passati. Di un'altra vita, un altro uomo mille volte più importante e migliore, un altro corpo e altri pensieri, ma il tarlo rimane sempre lì. Di come il mio amore è stato disperso nel nulla, di come le domeniche pomeriggio e i sottopassi della stazione e lo scantinato dell'appartamento e il vedersi a scuola e tu che suoni il basso e tu che mi prendi in giro e ogni tanto mi offendi seriamente e le mie paranoie e quell'estate e la tua fidanzata rimangano nei miei ricordi migliori, anche se in realtà sono i più sofferti. Di come magari tornare a quindici anni, di come magari essere stata come volevi tu. Di come per fortuna non lo sono stata, altrimenti non avrei il mio meraviglioso amore attuale. Del tuo gattone bianco e grasso, di tua sorella eternamente dodicenne ma che ormai sarà già laureata mentre io ci sono ancora dietro, del tuo passare da un'avventura all'altra, del tuo usare le persone e rivoltarle a tuo piacimento, di quella rabbia rivoluzionaria e di quell'appassionarsi a certe situazioni, dell'essere strani ed eccezionali e mai inquadrabili, del sospirare nel vederti lontano e del disperare nel non sapere che vita fai. Del soffrire, oggi come allora, del fatto che non mi hai mai preso sul serio e che magari nemmeno mi hai più nella memoria.

scritto da: bicelagatta alle ore 15:02 | link | commenti (1)
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mercoledì, 22 febbraio 2006

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L
'ultimo scoglio / il mezzobusto e il pollo


La mia tesi riguarderà pubblicità e art decò. Punto.
Cambiato idea mille volte ma questa è quella che maggiormente incontra i miei gusti.
Forse, c'è una buona notizia: si profila all'orizzonte un posto da copywriter, ma aspetterei ad alimentare le mie illusioni perchè già trovo dura la ricerca di un lavoro come commessa o barista, figuriamoci un posto da artista dello slogan creativo.
Ci sono volte, però, in cui l'immaginazione e i suoi limiti infiniti non stanno al passo con la realtà e con l'assurdo comportamento umano. Una di queste volte era ieri sera.
Guardavo distrattamente il telegiornale del cinque, e distrattamente è la parola esatta perchè in rapporto al programma di informazione in questione solo di visione disincantata si può parlare, quando vedo Lamberto Sposini brandire un'ala di pollo. Sto sognando, mi dico. No, mi auto-rispondo. Infotainment. Termine sentito migliaia di volte, e letto milioni di volte sui testi universitari; mai esempio fu più magistrale di quello a cui ho assistito. Il celebre e a quanto pare piacente, a me no, mezzobusto mediasettiano mette le mani avanti, precedendo un'ovvia osservazione: Qualcuno parlerà di informazione-spettacolo, dice con aria da imbonitore, ma è nostro dovere informare chiaramente su una situazione che si sta verificando in Italia, e che penalizza il mercato dei polli che è tra i più sicuri e importanti nel nostro Paese. E così, per dimostrare che di pollo non si muore, addenta un pezzo di pennuto cotto ricordando agli amici telespettatori che anche le sue figlie lo consumano, e tutti siamo più contenti e arricchiti culturalmente dopo tale verità. Speriamo che questa performance gli procuri un posto come testimonial Amadori, lasciando finalmente libero il ruolo di vicedirettore che sarebbe bene venisse affidato a qualcuno con minori velleità  artistiche. Finito il siparietto, con l'amico pennuto ancora in bella vista sulla scrivania e la masticazione in corso, il Nostro conclude il telegiornale con le notizie relative alla borsa. Standing ovation per Sposini, e azzardiamo pure anche una ola.

scritto da: bicelagatta alle ore 12:17 | link | commenti
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venerdì, 17 febbraio 2006

DSC_0038Andata e ritorno, ancora

Gira e rigira, tanto sempre qui torni.
Solito rientro nel paese natìo, solite giornate a dormire sul divano e a giocare. Niente re-union stavolta, perchè Silvia è alle canarie e poi presumibilmente andrà in Cile, Bibi è irreperibile, Ivano ormai è diventato tirapacchi professionista, Max e Laura per quanto ne so io potrebbero essere in qualsiasi capitale europea a perfezionare lo spagnolo, perchè dovunque vadano solo spagnoli conoscono. Il rientro però fa sempre bene al cuore, specialmente in un posto così, dove sembra che tutto rimanga immobile forever e invece tutto subdolamente cambia, e in modo così indolore che ti ritrovi a crederti ancora sedicenne e invece non lo sei più da un pezzo. In casa c'è un moderato clima di fermento, per via dell'imminente matrimonio del fratello, e via a parlare di vestito, bomboniere e inviti. Spero che la vita futura di mio fratello sia piena di gioie e priva di preoccupazioni, e soprattutto spero che non debba mai trovare difficoltà economiche sulla sua strada, nè problemi di salute. Augurio forse scontato ma sentito. E insomma, dopo il solito tuffo nel passato-ancora-presente, si torna alla base: e ricominciano le angosce per la ricerca di lavoro, e dire che non sto cercando il lavoro della vita, ma un tappabuchi qualsiasi (dove, ovvio, i buchi sono le voragini del conto bancario). Eppur qualcosa si sta muovendo, parrebbe: entro domani dovrei avere risposta dal mio possibile prossimo datore di lavoro, anche se non posso fare molto affidamento su uno che di soprannome fa "il colombiano" . Almeno la retribuzione parrebbe buona, e tirando qualche mese dovrei arrivare a pagarmi le ultime due rate dell'università e un catorcio col quale fare un po' di pratica automobilistica, dato che non più di una settimana fa ho quasi sfasciato lo specchietto della Brava di mia madre tentando di tirarla fuori dal garage con traiettoria strategicamente studiata. Per il resto: oggi il clima qui è buono, mentre a Gemona da quanto dice la webcam è in corso il diluvio universale; Dorotea, per poter guardare gli uccellini fuori dalla finestra, ha sorprendentemente messo a punto una tattica muscolare che le permette di rimanere in piedi per dei minuti, in equilibrio perfetto, e la cosa un po' mi inquieta dato che i gatti non sono bipedi e un motivo ci sarà; Cri ha deciso che finchè non ci saremo messi un po' a posto con il conto non andrà a lavorare, perchè ad andare a lavorare si spendono soldi dice lui, e a me la linea logica di questo discorso lascia parecchio perplessa; ho letto il mio primo libro di Benni, che in passato avevo evitato per colpa dei miei pregiudizi letterari, e sono fermamente decisa  ad appropriarmi dell'opera omnia di questo genio della parola e dell'umorismo.

scritto da: bicelagatta alle ore 11:08 | link | commenti (1)
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venerdì, 03 febbraio 2006

Pensierini sulla musica, sul look e sul "voler essere"

Credo che i Coldplay siano il gruppo musicale più soporifero degli ultimi anni. In agenzia, durante lo stage, l'account con la quale condividevo l'ufficio era la tipica trentenne rampante, minigonna e gambaletto fashion: ascoltava continuamente la band inglese da letargo ma si dava arie da intenditrice programmando capatine in locali jazz non appena il capo l'avesse mandata in spedizione lavorativa a Milano o in qualche altra città abbastanza grande da avere locali che ti danno un tono per il semplice fatto di metterci piede. Ora, se nessuno sentisse il bisogno di appropriarsi dei gusti altrui per costruirsi un'identità sociale e culturale adeguata a "certi" ambienti e "certe" frequentazioni, staremmo tutti meglio. Io non mi vergogno di affermare che le più ardite sperimentazioni di jazz contemporaneo mi danno il voltastomaco, così come certa arte d'avanguardia; mi piace Shakira, e allora? Mi piace l'ultimo video, in cui dice "se tu venissi con me, rinuncerei a tutte le mie cose e mi trasferirei in un paese comunista" (approssimativamente tradotto) e poi riduce la macchina dell'amante indeciso a una lattina. Mi piace molto anche il look di Gwen Stefani, i vestiti e i colori pacchiani ed esagerati che indossa si adattano perfettamente alla sua immagine: e, nonostante io non sia un'adoratrice del look minimal-chic di Jackie Kennedy o Audrey Hepburn, non credo che i miei gusti abbiano qualcosa da invidiare a quelli (finti) di una donna in carriera che si fa strada nel mondo della pubblicità a suon di stacchi di coscia.

scritto da: bicelagatta alle ore 11:46 | link | commenti
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martedì, 31 gennaio 2006

L'illusione della primavera: come ogni anno

La temperatura si è alzata di colpo, tipo dieci gradi da un giorno all'altro. E, come avviene in questi casi, si grida alla primavera dimenticando il fatto che non è ancora febbraio, e febbraio si badi bene è un mese freddo; così, quando inevitabilmente si sprofonda nuovamente nel gelo fino a fine marzo, la delusione e il grigiore invernale sono maggiori. Comunque, l'illusione è dolce, e il sole e il tepore mi fanno subito pensare a tutte quelle cose che da sempre nella mia mente sono collegate all'idea di primavera, tipo le rondini che volano, il bosco fiorito, il coniglietto pasquale e altre amenità da terza elementare. In città però la primavera ha un gusto diverso, non sa di primo frutto di stagione e di corse nei prati. Tanto più che la città dove vivo non è neanche la mia. Non ho prati e non ho rondini: la mia primavera di quest'anno sa di ansie, preoccupazioni e ricerca del lavoro.
Nonostante ciò, sul piazzale del duomo di Gemona c'è il sole, e io per fortuna lo posso vedere sullo schermo del mio computer, per via della webcam ovviamente.
Dorotea oggi è placida, sta sicuramente macchinando qualcosa.

scritto da: bicelagatta alle ore 19:03 | link | commenti
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domenica, 29 gennaio 2006

Un sabato umido.

Dorotea oggi è piuttosto inquieta e girella per casa con l'aria di chi non è soddisfatto. Ha minacciato lo sciopero della fame, poi dalla ciotola colma di bocconcini per gatto ha mangiato solo la gelatina. Infine ha ceduto alle crocchette, quindi nulla di cui preoccuparsi.
Cri è rincasato tardi, e rintontito: stamattina mi ha propinato uno dei suoi soliti monologhi deliranti da post-sabatosera, e in questi casi la sua mente raggiunge incredibili picchi di inconsapevole e certo inintenzionale genialità. Questo il dialogo surreale, chè possa arrivare integro ai posteri.
Io: Ho un po'di freddo
Cri: Mettiti addosso l'Ascom..
Io: ...?...
Cri:...così ti riscalda il calore delle tasse.
Ora, vabbè che è consolidato ormai il fatto che, da stolto, spesso Cri sostituisca un nome di cosa, nella fattispecie "coperta", con qualcos'altro di totalmente scollegato, nella fattispecie "Ascom"; ma che addirittura poi prosegua il suo delirio in modo logicamente ineccepibile, e che ne esca fuori una qualche sorta di battuta di spirito, beh, sì, è quantomeno curioso.
Ciò mi lascia perplessa. E comunque lo è anche la giornata di oggi, perplessa insomma. Umida un bel po'. Sto guarendo o no? Comincio a pensare che si possa trattare di una specie di depressione da non-lavoro, tipo "lunedì al sole" o simili. Fortuna che c'è Bice, e la gioia di aver comprato un tè all'arancia e cannella che non vedo l'ora di assaggiare.

scritto da: bicelagatta alle ore 00:27 | link | commenti
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venerdì, 27 gennaio 2006

La prima influenza della mia vita / Dorotea mon amour

Credevo fosse un semplice raffreddore, credevo fosse dovuto alla lunga attesa in stazione a Bologna il giorno della manifestazione dei metalmeccanici. No. E'influenza del tipo più subdolo, leggera ma abbastanza fastidiosa da non permettermi di fare niente di ciò che vorrei fare. Fotografiamo il contesto: è venerdì sera, sono reclusa ormai da una settimana e al momento sono sola con Bice, il palinsesto non offre nulla di seriamente considerabile, sono ampiamente impresentabile perfino a me stessa e mi trascino da un divano all'altro cercando di convincermi che sarebbe il caso mi mettessi un po' a studiare.
Ma parliamo di Bice, l'essere fantastico che mi fa compagnia. E' una gatta che cambia nome di continuo, a seconda delle disposizioni d'animo (sue). Quando è buona e docile è Dorotea, quando cerca di darsi un tono è Abigail, quando la voglio prendere per il culo è Bice, quando è carogna è Merdoparda: carogna significa che la mattina si infila tra la trapunta e il lenzuolo per rendersi meno acchiappabile e poi affonda gli artigli sulle parti più sensibili del mio corpo, tipo piedi o pancia, oppure che più volte al giorno apre il mio cassetto e butta per aria tutta la mia biancheria. Quasi mai è Dorotea, ma la adoro.

scritto da: bicelagatta alle ore 21:04 | link | commenti
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Ventiquattrenne friulano-romagnola poco incline a descrivere se stessa e molto propensa a descrivere ciò che ha attorno. Amante degli animali, del cinema e delle infinite vie della parola scritta.

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